Inter vs Genoa, orgoglio e tradizione

Kristjan Asllani esulta per il vantaggio nerazzurro nell’ultima sfida a San Siro contro il Genoa.

Quella di sabato 22 febbraio alle 20:45 sarà la sfida numero 72 – compresi i match di Coppa Italia – a Milano tra Inter e Genoa, la cento quattordicesima in totale in Serie A.

Il bilancio generale parla di 59 vittorie nerazzurre contro le 22 rossoblu e 32 pareggi.

Disputata quasi ininterrottamente – se si esclude per ragioni belliche il 1944 – dal Campionato 1921/22 fino a quello 1959/60, la sfida è una classica del nostro campionato, anche se tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila è spesso mancata a causa delle vicissitudini genoane, con i rossoblu costretti addirittura alla Serie C.

Dal 2007/2008 la sfida è tornata a disputarsi con una certa regolarità. Dopo 13 stagioni di assenza da San Siro, il 31 ottobre 2007 i nerazzurri “riaccolgono” in A il Genoa con un rotondo 4-1 griffato dalle reti tutte latinoamericane di Cordoba, Cambiasso, Suazo e Julio Cruz.

Cesar a duello con il genoano De Rosa nel 4-1 dell’ottobre 2007.

Più sofferto il passaggio del turno in Coppa Italia due stagioni dopo, con un 3-1 ai supplementari – reti di Adriano, Cambiasso e Ibrahimovic – che spalanca all’Inter le porte dei quarti di finale.

Adriano di testa realizza il vantaggio nell’Ottavo di Coppa Italia 2008/2009.

Dopo il pareggio a reti bianche nella stagione del Triplete, il Genoa riuscirà ad uscire da San Siro senza sconfitte solo in una occasione, l’1-1 del 22 dicembre 2012 quando al vantaggio rossoblu siglato da Ciro Immobile risponde a pochi minuti dal termine l’ennesimo gol contro il Genoa di Cambiasso.

Tra i match memorabili si segnala il rocambolesco 5-4 del 1 aprile 2012, con l’esordio in panchina di Stramaccioni, terzo allenatore in una stagione segnata dagli esoneri di Gasperini e Ranieri. La gara riflette la follia dell’annata: in vantaggio di 3 reti al 38′ – doppio Milito e Samuel – i nerazzurri subiscono la parziale rimonta genoana – in gol anche il futuro acquisto Palacio -, ristabiliscono le distanze con il 4-2 di Mauro Zarate cui però risponde Gilardino. Minuti finali al cardiopalma, nonostante il terzo gol personale di Diego Milito che a 5 dalla fine sigla il momentaneo 5-3. Montagne russe di emozioni che si fermano solo dopo il definitivo 5-4 firmato ancora Gilardino.

Il primo dei tre gol di Milito contro la sua ex-squadra nel 5-4 dell’Aprile 2012.