
Sono 5 in assoluto, compresa la gara d’andata, i precedenti tra Inter e Feyenoord. Solo in 3 di queste occasioni si è trattato di sfide per competizioni ufficiali.
Il primo incrocio avvenne in occasione della neonata Coppa Supermondiale Clubs, conosciuta dai tifosi con il nome informale di Mundialito, organizzato a Milano nell’estate 1981. Si trattava di un torneo a inviti, cui accedevano le squadre vincitrici di almeno una edizione dell’allora Coppa Intercontinentale. Per quella edizione, oltre a Inter e Milan, a disputarsi il trofeo furono gli uruguagi del Penarol Montevideo, i brasiliani del Santos e il Feyenoord, per l’occasione rinforzato da due prestiti di lusso, Krool del Napoli e Arie Haan dell’Anderlecht.
Dopo il pareggio all’esordio contro gli uruguagi, il 19 giugno a San Siro l’Inter affronta i biancorossi di Rotterdam. Finisce 2-1 per gli uomini di Bersellini, passati in vantaggio con Beccalossi, raggiunti momentaneamente da Van Deinsen, prima del gol vittoria siglato da capitan Bini. Le vittorie ottenute nei due successivi incontri – 4-1 al Santos, 3-1 nel Derby – si tradussero nella conquista del trofeo. Vero vincitore di quel torneo fu Silvio Berlusconi, proprietario dell’emittente televisiva che lo aveva trasmesso in tv. In termini di immagine, infatti, il ritorno superò abbondantemente il numero di spettatori che avevano seguito le partite allo stadio.


Trascorrono quattro anni e l’occasione di un nuovo incrocio fra Inter e Feyenoord arriva ancora grazie ad un torneo non ufficiale, disputato a Curacao, nelle Antille olandesi.
Il 5 giugno 1985, a Willemstadt, Inter e Feyenoord danno vita ad un match intenso, come testimonia il 2-2 finale fissato dalla doppietta di Causio che riprende due volte il vantaggio olandese. Due giorni dopo ancora Causio – in una delle sue ultime apparizioni con la maglia nerazzurra – realizza il gol vittoria contro la compagine locale dell’Undeba.

L’unico precedente ufficiale a San Siro rimane quello del 4 aprile 2002, semifinale di andata della Coppa UEFA. È “quella” stagione lì, che tutti gli interisti ricorderanno per sempre per l’amarissimo epilogo del 5 maggio all’Olimpico di Roma, con lo scudetto sfuggito all’ultimo respiro. L’Inter affidata in estate all’hombre vertical Hector Cuper giunge al penultimo ostacolo in Europa dopo aver eliminato i rumeni del Brasov con un doppio 3-0, i polacchi del Wisla Cracovia – 2-0 a Milano, sconfitta 0-1 in trasferta -, gli inglesi dell’Ipswich Town – sconfitta di misura in Inghilterra, perentorio 4-1 con tripletta di Bobo Vieri al ritorno – i greci dell’AEK Atene – 3-1 in rimonta a San Siro, 2-2 al Agia Sofia – e il Valencia ai quarti, 1-1 a San Siro e soffertissimo 1-0 al termine di una vera e propria battaglia sportiva al Mestalla, con Ventola che ci porta in vantaggio dopo 4 minuti e Toldoin versione paratutto, espulso in un finale convulso con Farinos a difendere i nostri pali nel recupero.
Il Feyenoord si presenta in semifinale con il sogno di raggiungere la finale dell’8 maggio nello stadio di casa, il De Kuip di Rotterdam. Gli olandesi iniziano la stagione europea in Champions League ma vengono eliminati nella prima fase a gironi da Bayern Monaco e Sparta Praga nel Gruppo H e declassati in Coppa Uefa.
L’andata a Milano si rivela complicatissima per gli uomini di Cuper privi di tre elementi fondamentali come Toldo, Javier Zanetti e Bobo Vieri. Kallon non riesce in alcun modo a vincere il duello personale con l’estremo difensore olandese Zoetebier. Dopo un gol annullato a Ventola, ad inizio ripresa una sfortunata autorete di Cordoba regala la vittoria al Feyenoord. Il 2-2 in rimonta del ritorno sancisce l’eliminazione dei nerazzurri e spalanca le porte della finale nel proprio stadio al Feyenoord che l’8 maggio, battendo 3-2 il Borussia Dortmund, conquistano il loro quarto trofeo internazionale.

