
27 i precedenti totali tra Inter e Cremonese, dei quali 3 in Coppa Italia. In Serie A a Milano le sfide sono state 12, con un bilancio favorevole ai nerazzurri (9 vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte casalinghe).
La storia di questo derby lombardo inizia nel lontano dicembre 1914 con l’Inter di Fossati in grado di chiudere i conti nel primo tempo con un tennistico 6-0.

5 stagioni più tardi un rotondo 5-2 conferma la regola che vede gli incroci con i grigiorossi sempre ricca di reti. In quella stagione i nerazzurri, da Luigi Cevenini III, dopo aver vinto il girone A della Prima Categoria lombarda, trionfarono nel girone C delle semifinali nazionali e approdarono alle finali settentrionali, dove sconfisse anche la Juventus e il Genoa, guadagnandosi il titolo di campione del Nord. Il 20 giugno 1920, infine, i nerazzurri vinsero il campionato, seppure con più fatica del previsto, battendo il Livorno campione meridionale per 3-2 nella finalissima di Bologna.

Dopo 3 k.o. di fila a Milano – il 4-2 dell’aprile 1925 – la Cremo raccoglie il primo successo assoluto nelle sfide ai nerazzurri grazie allo 0-1 del giugno 1929.

Il 3-2 del novembre 1929 segna l’inizio di un lungo periodo durante il quale Inter e Cremonese non si incrociano più a Milano fino al Campionato 1984/1985. L’Inter di Castegner sembra lanciata nel girone di andata verso un testa a testa con l’Hellas Verona poi Campione d’Italia. Il 2-0 nel derby lombardo con la Cremonese non basterà, in un girone di ritorno balbettante, a rilanciare le quaotazioni scudetto. Rumenigge e compagni chiuderanno al terzo posto e senza titoli, nonostante le entusiasmanti cavalcate in Coppa Italia e in Coppa UEFA, conclusesi in entrambi i casi all’altezza delle semifinali, rispettivamente per mano del Milan e del solito Real Madrid.

Il campionato di Serie A 1989/1990 parte in anticipo perché l’Italia ospita i Mondiali dell’estate successiva e per questo motivo Inter e Cremonese si sfidano a San Siro il 27 agosto 1989. Il sofferto 2-1 nerazzurro propiziato da una autorete di Gualco e dal rigore calciato dal glaciale Brehme a una manciata di minuti dal termine non sembrano rappresentare il prologo migliore per quella che invece risulterà la stagione perfetta – almeno in campionato – con l’Inter in grado di sbriciolare tutti i record.

Dezotti è l’assoluto protagonista della seconda storica affermazione grigiorossa a Milano, la prima assoluta nell’impianto di San Siro. La doppietta dell’ex Newell’s Old Boys (92 presenze e 28 reti nella sua esperienza in A) stende l’Inter nel maggio ’92, ed esclude i nerazzurri dalla partecipazione alle competizioni europee dell’anno successivo, al termine di una stagione travagliatissima, iniziata con Orrico in panchina e terminata con il traghettatore Suarez incapace di risollevare le sorti interiste.

L’occasione del riscatto interista arriva nel campionato 1993/1994. Dopo la retrocessione in B e l’immediata risalita la Cremo di Gigi Simoni si riaffaccia nel Meazza nerazzurro. Dopo l’iniziale vantaggio griffato dalla stella olandese Bergkamp e l’infausta autorete di Festa è un guizzo di Totò Schillaci a regalare la vittoria agli uomini di Bagnoli. Una vittoria illusoria, in una stagione conclusa in maniera romanzesca tra lo spettro retrocessione che aleggia per qualche settimana sulla Pinetina e la conquista della seconda Coppa UEFA grazie al subentrato Giampiero Marini.

Lo 0-0 dell’aprile ’95 ha poco di memorabile, in una stagione spartiacque, caratterizzata dagli addii estivi a Zenga e Ferri, dall’insediamento alla Presidenza di Massimo Moratti e dal piazzamento europeo acciuffato all’ultimo respiro grazie alla rete di Delvecchio al Padova.

Il penultimo precedente a San Siro è vecchio di trent’anni. Netto 2-0 Inter con le reti di Javier Zanetti – la prima in maglia nerazzurra per il futuro capitano del Triplete – e Ganz.
